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SEZIONE 4 – DANTE E IL LIBRO DELL’UNIVERSO Capitolo 3 – La Commedia
Paradiso, XXIX, 1-96
Il «maledetto superbir» dell’angelo ribelle

Alla vigilia del distacco da Beatrice e prima delle straordinarie visioni che concluderanno la cantica, il canto XXIX contiene l’ultimo grande argomento teologico affrontato nel Paradiso: la meditazione sulla storia degli angeli «nell’ambito della sto- ria dell’universo» (A. M. Chiavacci Leonardi); in particolare, se ne approfondisce l’origine, la sostanza, il ruolo, la gerarchia, oltre ad affrontare la questione della memoria angelica, largamente dibattuta nelle scuole teologiche contemporanee. La ri- bellione di Lucifero e la sua caduta (in compagnia dei suoi seguaci), la quale andrà a perturbare la struttura stessa del mondo, costituisce, in controluce, un’ulteriore e definitiva condanna dell’orientamento filosofico averroista (e quindi nuovamente di Cavalcanti), celato dietro al «maladetto superbir» luciferino.
Quando ambedue li figli di Latona,coperti del Montone e de la Libra, fanno de l’orizzonte insieme zona,quant’ è dal punto che ’l cenìt i ’nlibrainfin che l’uno e l’altro da quel cinto, cambiando l’emisperio, si dilibra,tanto, col volto di riso dipinto,si tacque Bëatrice, riguardando fiso nel punto che m’avëa vinto.
Poi cominciò: «Io dico, e non dimando,quel che tu vuoli udir, perch’ io l’ho visto là ’ve s’appunta ogne ubi e ogne quando.
Non per aver a sé di bene acquisto,
ch’esser non può, ma perché suo splendore potesse, risplendendo, dir “Subsisto”,
Poi iniziò: «Io [ti] dico ciò
fuor d’ogne altro comprender, come i piacque, che tu vuoi udire senza bisogno di in-
s’aperse in nuovi amor l’etterno amore.
terrogarti, perché l’ho [già] visto [in
Dio], là dove confluisce (s’appunta)
ogni spazio (ubi) e ogni tempo (quan-
do).

Quando il sole e la luna,
volto sorridente, tacque, fissando il
L’eterno amore [di Dio] –
l’uno sotto la costellazione dell’Arie-
punto che [con la sua luce] aveva so-
non per acquistare maggior bene, co-
te (Montone), l’altra sotto quella del-
praffatto la mia vista.
sa che non può essere, ma perché il suo
la Bilancia (Libra), fanno insieme
1. li figli di Latona: il sole e la luna, ov-
splendore, manifestandosi fuori di sé,
come una cintura (zona) sull’oriz-
vero Apollo e Diana, figli di Latona e di potesse dire “Io sono“ (Subsisto), [e
zonte [l’uno sorgendo, l’altra tra-
potesse vivere così di vita propria] –,
montando ai lati opposti del cielo],
7-8. tanto … si tacque Bëatrice: il si-
sbocciò producendosi (s’aperse) in
quanto tempo passa dal momento in
nuovi amori, fuori del tempo e dello
cui sono equidistanti dallo zenit –
spazio (ogne altro comprender), come
che sembra tenere essi (i) in equili-
a lui (i) piacque.
brio come sui piatti di una bilancia
opposti dell’orizzonte, prima che l’uno 17. comprender: infinito sostantivato;
(’nlibra) –, sino a quando ognuno,
è latinismo, con il senso di “luogo che cambiando emisfero, si scioglie (dili-
9. punto: nel canto precedente Dante
bra) da quella cintura: per tanto spa-
18. nuovi amor: gli angeli, che sono es-
zio di tempo (tanto) Beatrice, con il
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Né prima quasi torpente si giacque;ché né prima né poscia procedette lo discorrer di Dio sovra quest’ acque.
Forma e materia, congiunte e purette,usciro ad esser che non avia fallo, come d’arco tricordo tre saette.
E come in vetro, in ambra o in cristalloraggio resplende sì, che dal venire a l’esser tutto non è intervallo,così ’l triforme effetto del suo sirene l’esser suo raggiò insieme tutto sanza distinzïone in essordire.
Concreato fu ordine e costruttoa le sustanze; e quelle furon cima nel mondo in che puro atto fu produtto;pura potenza tenne la parte ima;nel mezzo strinse potenza con atto tal vime, che già mai non si divima.
Ieronimo vi scrisse lungo trattodi secoli de li angeli creati anzi che l’altro mondo fosse fatto;ma questo vero è scritto in molti latida li scrittor de lo Spirito Santo, e tu te n’avvedrai se bene agguati;e anche la ragione il vede alquanto,che non concederebbe che ’ motori Né prima [di questa crea-
(dal venire) e il suo diffondersi in tut-
[San] Girolamo scrisse,
zione l’eterno amore di Dio] giacque co-
te le loro parti, così il triplice effetto
riguardo agli angeli, che furono creati
me se fosse addormentato (torpente);
[dell’azione] del creatore (sire) risplen-
molti secoli prima della creazione del
poiché nessun tempo (né prima né po-
dette in tutte le parti della creazione
resto dell’universo; ma questa verità
scia) precedette (procedette) il momento
(ne l’esser suo) simultaneamente (in-
[che io ho affermato] si trova in molti
in cui Dio sorvolò, [creandola], la mate-
sieme tutto), senza distinzione di tem-
luoghi delle Sacre Scritture, e tu te ne
ria, simile all’acqua, di questo cielo.
po tra un momento iniziale (essordire)
renderai conto, se indaghi (agguati)
21. quest’acque: Dante allude al Primo
e uno successivo.
attentamente; e lo dimostra alquanto
anche la ragione, la quale non potreb-
Fu creato contempora-
be ammettere che gli angeli, preposti
La pura forma [delle in-
neamente (Concreato) l’ordine [gerar-
al moto dei cieli (‘ motori), siano ri-
telligenze angeliche] e la pura materia,
chico] e il rapporto reciproco (costrut-
masti tanto tempo imperfetti (sanza
[la materia prima], insieme ai cieli, na-
to) di queste sostanze; e quelle angeli-
sua perfezion).
ti dalla loro congiunzione, furono
che, la pura forma creata con puro at-
40. questo vero: la verità che Beatrice ha
create (usciro ad esser) senza alcun di-
to, occuparono la parte più alta (furon
fetto [e contemporaneamente], come
cima) dell’universo; la pura potenza
creazione degli angeli e dell’universo.
tre saette [che fossero scoccate all’uni-
[delle cose materiali] occupò la parte
45. sanza sua perfezion: qualora i cieli
sono] da un arco con tre corde.
più bassa (ima), [la Terra]; nel mezzo
fossero stati creati dopo gli angeli, questi, potenza e atto furono stretti da un le-
non avendo la possibilità di adempiere al E come un raggio risplen-
game (vime) così potente, [formando
proprio ufficio (il movimento dei cieli), de nei corpi trasparenti (in vetro, in
i cieli], che non potrà mai essere sciol-
ambra o in cristallo) in modo tale che
to (si divima).
perfetti. La perfezione consiste infatti per non vi è spazio di tempo (intervallo)
35. nel mezzo: tra gli angeli dell’Em-
ogni creatura nell’adempimento del fine tra l’attimo del suo pervenire in essi
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Or sai tu dove e quando questi amorifuron creati e come: sì che spenti nel tuo disïo già son tre ardori.
Né giugneriesi, numerando, al ventisì tosto, come de li angeli parte turbò il suggetto d’i vostri alimenti.
L’altra rimase, e cominciò quest’ arteche tu discerni, con tanto diletto, La superbia punita
da tutti i pesi del mondo costretto.
che li avea fatti a tanto intender presti: secondo che l’affetto l’è aperto.
Omai dintorno a questo consistoriopuoi contemplare assai, se le parole mie son ricolte, sanz’ altro aiutorio.
Ma perché ’n terra per le vostre scolesi legge che l’angelica natura è tal, che ’ntende e si ricorda e vole,ancor dirò, perché tu veggi purala verità che là giù si confonde, Ora tu sai dove e quando
colui che tu hai veduto [al centro del-
to del fatto che ricevere la grazia è un
gli angeli (questi amori) furono creati
la Terra], schiacciato da tutto il peso
merito in proporzione a quanto il cuo-
e in quale modo: così che sono già
dell’universo.
re le sia aperto, disposto a riceverla.
esauditi i tre desideri che bruciavano
55-56. maladetto superbir: il peccato
62. merto: il merito dell’umiltà.
dentro di te.
di superbia di Lucifero e degli altri an-geli ribelli ribadisce, per l’ultima volta Ormai sei in grado di com-
E, contando (numeran-
prendere assai, riguardo a questa corte
do), non si arriverebbe al [numero]
bia dell’ingegno, che si incarna nella fi- celeste (consistorio) [degli angeli], senza
venti così presto, quanto tempo tra-
gura di Ulisse e nei riferimenti cavalca- bisogno di ulteriore aiuto, se le mie pa-
scorse che una parte degli angeli, [ca-
tiani disseminati nelle tre cantiche.
role sono [da te] ben meditate (ricolte).
dendo dal cielo], smosse (turbò) [la su-
perficie della Terra], il più basso (sug-

Gli angeli che vedi qui,
Ma siccome sulla Terra
getto) degli elementi (alimenti).
[invece], furono umili nel riconoscer-
nelle vostre scuole [teologiche] si inse-
si [creati] da un atto di [pura] bontà,
gna (legge) che la natura degli angeli è
L’altra [parte degli angeli,
che li aveva resi pronti (presti) a com-
tale che ha le stesse facoltà dell’anima
quella rimasta fedele a Dio], rimase
prendere un così grande mistero (a
razionale dell’uomo, cioè intelletto
[nell’Empireo] e cominciò questa atti-
tanto) [come quello del loro creatore]:
(intende), memoria (si ricorda) e vo-
vità (arte), che tu vedi (discerni), di gi-
per la qual cosa (per che) le loro viste
lontà (vole), dirò di più, perché tu ve-
rare intorno a Dio, [fatta] con tanto
[intellettuali] furono rese più acute
da chiara quella verità che sulla Terra
piacere che mai si interrompe.
(essaltate) dalla grazia illuminante e
viene confusa, usandosi equivocamen-
dal loro merito, in modo tale che [ora]
te (equivocando) tali termini [intellet-
Responsabile della caduta
hanno volontà ferma e perfetta; e non
to, memoria, volontà] in questo inse-
fu la maledetta superbia di [Lucifero],
voglio che tu abbia dubbi, ma sia cer-
gnamento (lettura).
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Queste sustanze, poi che fur giocondede la faccia di Dio, non volser viso da essa, da cui nulla si nasconde:però non hanno vedere intercisoda novo obietto, e però non bisogna rememorar per concetto diviso;sì che là giù, non dormendo, si sogna,credendo e non credendo dicer vero; ma ne l’uno è più colpa e più vergogna.
Voi non andate giù per un sentierofilosofando: tanto vi trasporta l’amor de l’apparenza e ’l suo pensiero!E ancor questo qua sù si comportacon men disdegno che quando è posposta la divina Scrittura o quando è torta.
Non vi si pensa quanto sangue costaseminarla nel mondo e quanto piace chi umilmente con essa s’accosta.
Per apparer ciascun s’ingegna e facesue invenzioni; e quelle son trascorse da’ predicanti e ’l Vangelio si tace.
(D. Alighieri, La Commedia
secondo l’Antica Vulgata, a cura di G. Petrocchi,
Queste sostanze [angeli-
80. e però non bisogna…: Beatrice ha
re sdegno di quando la Sacra Scrittura
che], da quando si compiacquero [del-
viene considerata meno (è posposta) [di
la vista] del volto di Dio, non si volse-
altre filosofie] o quando viene distorta.
ro [mai] da quel volto, nel quale tutto
è presente eternamente (nulla si ascon-
Non si pensa sulla Terra
de): perciò il loro vedere non è inter-
(vi) quanto sangue [di martiri] sia co-
rotto (interciso) dal sopraggiungere di
Voi [sulla Terra] non se-
stato diffondere la dottrina cristiana
un nuovo oggetto, e quindi non han-
guite, nel filosofare, una [sola] strada:
nel mondo e quanto è gradito [a Dio]
no bisogno di ricordare come se esi-
tanto vi fate trascinare dal desiderio e
chi umilmente si accosta a essa.
stesse una successione temporale di
dalla preoccupazione di apparire!
concetti (per concetto diviso); così che
85. un sentiero: la verità è unica, dun-
Per la vanità di apparire
sulla Terra, [nelle votre scuole teologi-
que il sentiero, l’orientamento seguito, ciascuno si impegna in interpretazioni
che], si sogna, si vaneggia [pur rima-
ingegnose (s’ingegna) e originali (face
nendo svegli], in buona o in mala fede
sue invenzioni) [della Sacra Scrittura];
(credendo e non credendo dicer vero);
E tuttavia (ancor) questo
ed esse sono divulgate (trascorse) dai
ma in questo secondo atteggiamento
[atteggiamento di vanità] si sopporta
predicatori, mentre non si insegna più
vi è maggior colpa e vergogna.
(comporta) qua su [in cielo] con mino-
(si tace) il Vangelo.
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GUIDA ALLA LETTURA
◗ Gli angeli in bilico
intelligenze angeliche, replicando il loro incessante ag-
Introdotto da una lunga e difficile perifrasi astrono-
girarsi intorno al punto luminoso di Dio.
mica (vv. 1-6) − in cui il sole e la luna, ritratti in bilico
sulle parti opposte dell’orizzonte, l’uno nell’atto di sor-
◗ Il «maladetto superbir»
gere, l’altra di tramontare, sembrano misteriosamente La superbia intellettuale di Lucifero, che ne provoca
anticipare il racconto della caduta degli angeli ribelli
la caduta nell’abisso più oscuro del mondo, è perfetta- e della gloria di quelli rimasti fedeli a Dio –, il canto mente giustapposta alla modestia degli angeli rimasti
XXIX del Paradiso si collega al canto finale dell’Infer-
fedeli a Dio e alla conseguente esaltazione della loro vi-
no, dove era contenuta una prima discussione sugli ef-
sta intellettuale, che diviene più penetrante.
fetti, nella struttura del mondo, del precipitare di Lu- Il problema della ricezione della grazia, posta in rela-
cifero al centro della Terra e dell’universo. Immediata- zione con l’«apertura» dell’ «affetto» della creatura (vv.
mente prima della scomparsa definitiva di Beatrice e 65-66), costituisce il ritorno della tematica del libero
delle visioni oniriche dei canti finali del poema, Dan- arbitrio, già affrontata nel Purgatorio all’altezza del can-
te, dunque, sembra voler suggellare il discorso sull’or-
T7, p. 405), e preannuncia
dinamento gerarchico dell’universo su cui si fondano
la condanna delle scuole di pensiero che deformano la
i tre regni oltremondani attraversati nel suo itinerario dottrina delle Scritture: il che non può non rimandare all’averroismo cavalcantiano, bersaglio polemico co-
stantemente presente, come si è visto, nel corso della
◗ All’origine del tempo
Commedia.
Con una compagine linguistica densa di latinismi e
tecnicismi da lectio filosofica («ogne ubi e ogne quan-
◗ I sentieri obliqui della filosofia
do», «Subsisto», «torpente», «forma e materia», «tricor-
Non casualmente, infatti, proprio il termine chiave del do», «triforme, «concreato», «costrutto»), nell’ultimo
«disdegno» cavalcantiano (v. 89) è presente nella re-
grande excursus teologico del Paradiso vengono af-
primenda contro le scuole filosofiche che pospongono
frontate e chiarite in primis le questioni relative all’ori-
ad altre correnti di pensiero la Sacra Scrittura o devia- gine degli angeli, alla disposizione delle sostanze nell’u- no dalla sua retta interpretazione. La confutazione del- niverso e al rapporto reciproco che contemporanea- la dottrina della memoria angelica (vv. 76-81), ogget-
mente ne scaturì, con tanto di confutazione, grazie al-
to allora di diffuso dibattito, non è che lo spunto per l’autorità degli «scrittor de lo Spirito Santo» (v. 41), del-
tale reprimenda, esattamente come il peccato intellet- l’opinione di san Girolamo, che voleva la creazione de-
tuale di Lucifero rimanda in controluce alla superbia
gli angeli avvenuta secoli prima di quella del mondo, e dell’ingegno umano che non accetta, umilmente, la
bontà della grazia divina. Il grande tema, insomma, Tra la pura forma angelica e la pura potenza delle co-
della caduta degli angeli ribelli prefigura la drammati- se materiali, confinate sulla Terra, nella parte più bassa ca caduta dell’uomo che, a partire dal peccato origina- dell’universo, si estendono quegli stessi cieli che Dan- le, non «apre l’affetto» all’amore che l’ha fatto sboccia- te ha da poco attraversato, al cui moto provvedono le C. Bologna, P. Rocchi, Rosa fresca aulentissima Loescher Editore - Torino
LABORATORIO SUL TESTO
Comprensione
Qual è il senso del lungo discorso dantesco sugli angeli, inserito proprio nell’imminenza dell’entrata nell’Empireo? Qual è il nesso tra il discorso sulla caduta di Lucifero e la dura condanna delle scuole filosofiche da parte di Bea- In quali versi è espresso il tema del libero arbitrio e che cosa viene affermato precisamente? Analisi e interpretazione
Analizza il lessico tecnico-filosofico che caratterizza il discorso di Beatrice.
Quale può essere il motivo della lunga similitudine astronomica posta in apertura di canto? Testi a confronto
Confronta quanto affermato in questo canto sulla caduta di Lucifero e sulla formazione dell’universo con quanto si legge nel canto XXXIV dell’Inferno [ Riflettendo sul «maladetto superbir» luciferino, istituisci opportuni riferimenti con altri luoghi e personaggi della Commedia caratterizzati dalla superbia dell’ingegno.
Produzione scritta
Prova a svolgere un discorso complessivo sul tema della superbia in Dante, riferendoti ai canti della Commedia, riportati in antologia, nei quali l’argomento è affrontato dal poeta (oltre a Paradiso XXIX, soprattutto Inferno X e Inferno XXVI). Aiutati con le indicazioni che possono fornirti le Guide alla lettura e gli Approfondimenti.
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Source: http://cms.imparosulweb.eu/public/File/O_2885%20-%20Bologna/Bologna%20-%20pdf/20%20settembre/sez4_cap3_W3_Paradiso.pdf

34-1(見本英3)

  Original Contribution The impact of urinary cross-linked N-telopeptide of type I collagen in patients with prostate cancer receiving long-term risedronate treatment and androgen-deprivation therapy Masaomi Ikeda,1 Takefumi Satoh,1 Ken-ichi Tabata,1 Kazumasa Matsumoto,1Hiromichi Ishiyama,2 Yusuke Inoue, Kazushige Hayakawa,2 Shiro Baba11 Department of Urology, Kitasato University Sc

Diarree

http://nhg.artsennet.nl/kenniscentrum/k_voorlichting/NHGPat. Diarree Versiedatum: juli 2006 Wat is het? Diarree is dunne, waterige ontlasting die vaker komt dan u gewend bent. Meestal gaat diarree na een of twee dagen vanzelf over, maar soms duurt het langer. Diarree kan samengaan met misselijkheid en overgeven, soms ook met koorts. Waardoor komt het? Diarree wordt meestal veroorzaakt d

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